IVA sugli infissi: quando è al 10% e quando al 22%

Perché sulla fattura delle finestre trovi spesso due aliquote IVA, come si calcolano con la regola dei beni significativi e quando si arriva al 4%. Con esempi numerici.

  • Aggiornato il 2 novembre 2026
  • SRM Edilizia

Questa guida è informativa e si basa sulle regole in vigore per il 2026. Le norme fiscali cambiano spesso: prima di decidere verifica sempre il tuo caso con il commercialista o un CAF.

In breve

  • Per la sostituzione degli infissi in un’abitazione (fornitura e posa) l’IVA è di norma agevolata al 10%.
  • I serramenti sono beni significativi (D.M. 29 dicembre 1999): il loro valore va al 10% solo fino al valore della posa e delle altre prestazioni. L’eccedenza va al 22%.
  • La posa e gli altri lavori sono sempre al 10%.
  • Se compri solo le finestre, senza posa, l’IVA è al 22%.
  • Nelle ristrutturazioni edilizie vere e proprie e nelle nuove costruzioni valgono regole diverse (10% pieno oppure 4%).
  • La fattura deve indicare separatamente il valore dei beni significativi.

Le tre aliquote a confronto

Aliquota Quando si applica agli infissi
22% Solo acquisto dei serramenti senza posa; immobili non abitativi (uffici, negozi); quota dei beni significativi che eccede il valore delle prestazioni
10% Manutenzione ordinaria e straordinaria su abitazioni (con il limite dei beni significativi); restauro, risanamento e ristrutturazione edilizia; costruzione di case non di lusso che non sono prima casa
4% Costruzione di una prima casa non di lusso e beni finiti acquistati per costruirla; alcune opere per il superamento delle barriere architettoniche

Quando si applica il 10% sulle finestre

La sostituzione degli infissi in un appartamento è, quasi sempre, un intervento di manutenzione ordinaria o straordinaria. In questo caso l’IVA agevolata al 10% si applica:

  • su immobili a prevalente destinazione abitativa privata: prima casa, seconda casa, casa in affitto, parti comuni di un condominio residenziale;
  • quando il lavoro è svolto con un contratto di fornitura e posa, cioè l’impresa ti fornisce i serramenti e li installa;
  • alla posa e alle altre prestazioni (smontaggio, smaltimento, opere murarie, sigillature) sempre;
  • al valore dei serramenti nel limite spiegato più sotto.

Non importa se chiedi o no il bonus infissi: l’IVA agevolata e la detrazione sono due cose separate.

La regola dei beni significativi

Il D.M. 29 dicembre 1999 elenca alcuni beni che, per il loro valore, hanno una regola particolare. Tra questi ci sono gli infissi esterni e interni (finestre, portefinestre, porte), oltre a caldaie, ascensori, sanitari e rubinetterie, condizionatori, videocitofoni e impianti di sicurezza.

Per questi beni l’IVA al 10% si applica fino a concorrenza del valore della prestazione, calcolato al netto del valore dei beni stessi. In parole semplici:

  1. prendi il totale dell’intervento (T);
  2. togli il valore dei serramenti (B): ottieni il valore di posa e altri lavori (T − B);
  3. il valore dei serramenti va al 10% fino a T − B;
  4. la parte restante dei serramenti, cioè B − (T − B), va al 22%.

Se il valore dei serramenti è pari o inferiore alla metà del totale, tutto è al 10%. Se è superiore, una parte va al 22%.

Come si calcola il valore del bene

Il valore del bene significativo è il suo costo, non il prezzo di vendita con il ricarico. Se l’impresa produce il serramento, conta il costo di produzione (materie prime e manodopera); se lo acquista da un produttore, il valore non può essere inferiore al prezzo di acquisto. Il ricarico dell’impresa segue la prestazione ed è al 10%. Per questo due preventivi con lo stesso totale possono avere ripartizioni IVA leggermente diverse.

Esempio 1: finestre che pesano molto sul totale

Fornitura di serramenti per 6.000 € e posa con smontaggio, smaltimento e sigillature per 2.000 €. Totale imponibile 8.000 €.

Voce Imponibile Aliquota IVA
Posa e altre prestazioni 2.000 € 10% 200 €
Serramenti, quota fino al valore delle prestazioni (8.000 − 6.000) 2.000 € 10% 200 €
Serramenti, quota eccedente (6.000 − 2.000) 4.000 € 22% 880 €
Totale 8.000 € 1.280 €

Totale fattura: 9.280 €. L’aliquota media effettiva è del 16%, non del 10%.

Esempio 2: finestre con molti lavori accessori

Fornitura di serramenti per 3.000 €, posa con rimozione dei vecchi telai, opere murarie e ripristini per 3.500 €. Totale 6.500 €.

Voce Imponibile Aliquota IVA
Posa, opere murarie e ripristini 3.500 € 10% 350 €
Serramenti (3.000 € è inferiore a 6.500 − 3.000 = 3.500 €) 3.000 € 10% 300 €
Totale 6.500 € 650 €

Qui il valore dei serramenti non supera la metà del totale, quindi tutto è al 10%. Totale fattura: 7.150 €.

Esempio 3: con le tapparelle

Stesso lavoro dell’esempio 1, più tapparelle nuove per 1.000 €. Secondo la circolare 15/E/2018 le parti dotate di autonomia funzionale rispetto al serramento, come in genere tapparelle e zanzariere, non si sommano al bene significativo ma seguono la prestazione al 10%. Se invece sono integrate nel serramento, il loro valore si aggiunge a quello del bene significativo.

Voce Imponibile Aliquota IVA
Posa, altre prestazioni e tapparelle 3.000 € 10% 300 €
Serramenti, quota fino a 9.000 − 6.000 3.000 € 10% 300 €
Serramenti, quota eccedente 3.000 € 22% 660 €
Totale 9.000 € 1.260 €

Aggiungere altri lavori al 10% “allarga” la quota dei serramenti che resta al 10%. Non è un trucco: è come funziona la regola, purché le prestazioni siano reali.

Cosa deve riportare la fattura

Dal 2018 la legge chiede che la fattura indichi, oltre alla prestazione, anche i beni significativi forniti nell’ambito dell’intervento, con il loro valore. Una fattura corretta per la sostituzione delle finestre contiene:

  • descrizione dell’intervento e indirizzo dell’immobile;
  • valore dei serramenti (bene significativo) indicato separatamente;
  • valore di posa e altre prestazioni;
  • ripartizione dell’imponibile tra 10% e 22% e relativa IVA;
  • dati di chi sostiene la spesa, che deve coincidere con chi chiede la detrazione.

Il valore dei beni significativi va indicato anche quando, come nell’esempio 2, tutto finisce al 10%. Nei nostri preventivi mostriamo già la ripartizione, così sai in anticipo il totale IVA compresa.

Nuove costruzioni e ristrutturazioni edilizie

La regola dei beni significativi vale solo per la manutenzione ordinaria e straordinaria. In altri casi:

  • Restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia (con titolo edilizio): le prestazioni e i beni finiti forniti per l’intervento sono al 10%, senza il limite dei beni significativi.
  • Costruzione di una prima casa non di lusso: appalto e beni finiti al 4%.
  • Costruzione di altre abitazioni non di lusso: 10%.

Di solito il tipo di intervento è indicato nel titolo edilizio (CILA, SCIA, permesso di costruire). Una semplice sostituzione di serramenti in edilizia libera rientra invece nella manutenzione.

Errori frequenti

  • Comprare le finestre in un negozio e pagare a parte un posatore: sui serramenti paghi il 22% pieno.
  • Pensare che il 10% valga su tutto: con i serramenti, quasi sempre una parte va al 22%. Confronta i preventivi sul totale IVA compresa.
  • Gonfiare le prestazioni per spostare valore al 10%: oltre a essere scorretto, espone a contestazioni sia te sia l’impresa.
  • Dimenticare la detrazione: anche l’IVA pagata rientra nella spesa detraibile, entro i limiti di legge. Ricordati la pratica ENEA e, se cambi anche gli oscuranti, leggi la guida al bonus tapparelle.

Dall’IVA al preventivo

Per stimare la spesa totale parti dai prezzi indicativi delle finestre in PVC, in alluminio o in legno-alluminio, oppure guarda il riepilogo dei prezzi. Per un calcolo preciso, con IVA ripartita voce per voce, richiedi un preventivo.

Domande frequenti

L'IVA al 10% sulle finestre vale anche per la seconda casa?

Sì. L'IVA agevolata per manutenzione ordinaria e straordinaria riguarda gli immobili a prevalente destinazione abitativa privata, non solo la prima casa. Per uffici, negozi e capannoni si applica il 22%.

Se compro le finestre e le monto da solo, che IVA pago?

Il 22%. L'aliquota agevolata spetta solo quando i beni sono forniti nell'ambito di un contratto che comprende anche la prestazione (fornitura e posa). Il semplice acquisto di beni è sempre al 22%.

Perché nella fattura delle finestre ci sono due aliquote?

Perché i serramenti sono beni significativi. Il loro valore è al 10% solo fino al valore della posa e degli altri lavori; la parte che eccede va al 22%. Il resto della fattura, cioè posa e altre prestazioni, è al 10%.

L'IVA rientra nel bonus infissi?

Sì. La detrazione si calcola sulla spesa effettivamente sostenuta, IVA compresa, nei limiti previsti dall'agevolazione.

Quando si applica l'IVA al 4%?

Principalmente nella costruzione di una prima casa non di lusso, per l'appalto di costruzione e per i beni finiti acquistati a questo scopo. Non riguarda la normale sostituzione delle finestre in una casa esistente.

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